Anche se la mia candidatura compare nella lista della Circoscrizione 8, non posso esimermi da proporre quale che idea per la Città di Torino del suo complesso, in accordo con i principi enunciati nella pagina PENSIERO POLITICO. Questo sia per completezza e trasparenza, sia per il fatto che, essendo la Circoscrizione dotata di poche competenze, spesso il lavoro dei consiglieri si concentra, oltre che sulle questioni puntualissime (come le buche per le strade od i tombini), sul fare proposte e pressioni sugli organi superiori di governo.
Questi sono naturalmente spunti personali, che trascendono i programmi e le proposte dei partiti e delle coalizioni; per chiarezza, ci tengo ad evidenziare che non si tratta di “promesse elettorali”, visto che, anche se eletto, non disporrò dei poteri diretti per realizzarli, ma spero che, magari con l’aiuto di Maria Elena TUFARO, la candidata che sostengo per il Consiglio Comunale di Torino, sia ipotizzabile di mettere l’amministrazione centrale nella condizione di portare avanti qualche idea efficace ed innovativa.
Vi rimando alla pagina IDEE PER LA CIRCOSCRIZONE, per le proposte di carattere locale, con le quali, ovviamente le presenti si integrano ed è in certo modo arbitrario separarle nettamente.
Ci tengo a rivolgere un ringraziamento speciale a Luca Lippolis che mi ha aiutato a costruire il contenuto di questa pagina, in particolare dandomi suggerimenti e spunti di tipo “tecnico”.
In fine, ci tengo a specificare che questa pagina è pensata come un work in progress, perché altri spunti potrebbero aggiungersi, confrontandomi con i cittadini durante la campagna elettorale.

1. IL CONTESTO

Piero Fassino ripropone al propria candidatura a Sindaco di Torino sull’onda di cinque anni di amministrazione portata avanti in un momento difficile che ha presentato grandi difficoltà economiche e di bilancio. Egli afferma che Torino ha saputo sfidare la crisi, non si è fatta piegare, ha continuato a investire ed a trasformarsi, preservando, al contempo, il livello dei servizi pubblici e sociali, a cominciare dal sostegno a chi ha più bisogno, e puntando su nuove vocazioni, quali quella turistica e quella universitaria. Il nuovo mandato dovrà perciò partire da questi risultati per proporre investimenti che possano rilanciare la Città.

Si tratta indubbiamente di risultati importanti, conseguiti in un contesto sempre più complesso, soprattutto a causa dei continui tagli dei trasferimenti statali. Tuttavia, è mia opinione che sia anche necessario un cambio di passo, che sia imperativo correggere la rotta su alcuni aspetti essenziali che hanno complessivamente incrinato il rapporto tra una discreta fetta di opinione pubblica e l’attuale amministrazione e che vi siano ampi margini di miglioramento. Occorre, pertanto, RIPARTIRE da alcuni FONDAMENTALI, molto sentiti dai cittadini, ma cui l’amministrazione non sembra avere dato sufficienti risposte; ad esempio le problematiche dei residenti delle aree soggette al fenomeno della cosiddetta “Movida”, alle problematiche della mobilità sostenibile e della ciclabilità, rispetto alle quali, non si può nascondere una discreta delusione da parte degli utenti e delle associazioni che si interessano a tali tematiche, fino a problematiche ben più prosaiche, quali l’insufficiente livello di manutenzione delle strade, dei parchi, del suolo pubblico, che tanti semplici cittadini, per non parlare delle amministrazioni decentrate, fanno fatica a mandare giù. Da questo punto di vista, RIPARTIRE DAI FONDAMENTALI significa, magari, proporre meno grandi eventi e grandi opere e concentrarsi, di più, su piccoli eventi e piccole opere e manutenzioni. Vi è anche un deficit di innovazione politica, come la metodologia di costruzione delle candidature a presidente e delle varie liste ha dimostrato, che ha messo in crisi quella base di centrosinistra che si considera delusa dall’incompleta, promessa, rottamazione renziana. Vi sono molti altri temi su cui occorrerebbe agire con maggiore coraggio, dalla politica urbanistica, spesso, anche per necessità, basata sulla costruzione di nuovi edifici in genere a carattere residenziale o parcheggi pertinenziali, a fronte di un mercato immobiliare se non fermo, quantomeno modesto, ai livelli troppo bassi di raccolta differenziata, alle insufficienti misure messe in campo per contrastare l’inquinamento atmosferico, ecc.

Ecco alcune proposte finalizzate a correggere le criticità elencate.

2. FUNZIONAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE E TRASPARENZA

a) Rotazione del personale: Bisogna dare il via a una profonda riorganizzazione dello straordinario patrimonio umano e professionale che rappresentano gli oltre 10.000 dipendenti del Comune, ruotando i dirigenti e rimescolando competenze e responsabilità, sfruttando l’occasione offerta dalla Riforma del Decentramento, che implicherà, in ogni caso, una riorganizzazione. Occorrono sguardi nuovi sulla Città che tutti conosciamo e che i dirigenti possano essere avvicendati con una certa regolarità, onde evitare distorsioni.

b) Trasparenza negli appalti: Superamento o netta riqualificazione dello strumento degli appalti al massimo ribasso. Spesso, infatti, i cronici ritardi ed il lievitare dei costi delle opere pubbliche, in Italia, sono dovuti ad appalti al massimo ribasso scritti in modo dozzinale. Occorre migliorare, da un punto di vista tecnico, la stesura dei capitolati, dotando la stazione appaltante (in questo caso il Comune) di tutte le competenze tecnico-amministrative necessarie per definire il perimetro contrattuale degli oggetti base di gara. Occorre altresì eliminare le difformità nella fase di contabilità, dando un giro di vite sulla contabilizzazione di opere in corso di realizzazione, di lavori e servizi contabilizzati a misura.

3. POLITICHE URBANISTICHE

Si tratta di uno dei settori rispetto ai quali si percepisce maggiormente la necessità di un cambio più stringente di rotta. Lo scorso anno, il Piano Regolatore della nostra Città ha compiuto 20 anni, essendo stato concepito (si deve anche ricordare che l’inizio della sua elaborazione è assai precedente al 1995) in un’epoca in cui la vocazione della città era molto diversa dall’attuale; dopo oltre 300 varianti, forse è il momento per ripensare il piano regolatore stesso, invece di procedere con interventi parziali e slegati da un’idea complessiva di Città, si dovrebbe davvero cercare di immaginare la città e la sua vocazione (universitaria, turistica, ecc.), di cui tanto si parla, per i prossimi 20 anni. Il nuovo PRG, da elaborare con competenze interne al personale amministrativo della città, limitando al massimo le consulenze, onde evitare un lievitare dei costi, dovrebbe, a mio avviso, contenere i seguenti elementi:

a) Politiche Urbanistiche ed Abitative: Pur consapevoli che oggi, con le casse degli enti locali allo stremo, gli oneri di urbanizzazione sono pressoché l’unico metodo per poter realizzare investimenti di pubblica utilità, non possiamo ritenere sensato continuare con la costruzione di nuovi edifici residenziali e parcheggi pertinenziali, laddove il mercato immobiliare, in stato comatoso, si è chiaramente dimostrato incapace di assorbirli. Secondo un rapporto della Polizia Municipale del 2014, sono stati censiti 49.283 alloggi sfitti, a fronte di oltre 6000 domande giacenti ad ATC, un incremento sempre più preoccupante degli sfratti ed un’emergenza abitativa sempre più seria che produce sovente tensione sociale, occupazioni abusive ed, in generale, fenomeni di illegalità (da contrastare con la massima fermezza). La crisi abitativa non si risolve costruendo nuove case: negli ultimi vent’anni non abbiamo fatto altro, eppure tali fenomeni si verificano ora. Occorre rendere conveniente affittare ed estremamente sconveniente tenere le case vuote; per quanto riguarda le riqualificazioni edilizie, occorre puntare sul progetti legati all’innovazione (come probabilmente accadrà in via Asti) e mettere ATC nella condizione di acquisire, con facilità, alloggi di scarso valore commerciale.

  • Perequazione e Diradamento Urbanistico: Consentire, attraverso sistemi di perequazione, il trasferimento degli indici dalle aree a servizi, alle aree, pubbliche o private, destinate a edilizia privata, creando la banca del credito edilizio che permetta all’Amministrazione di programmare lo spostamento di SLP (cubatura) da aree eccessivamente dense dal punto di vista abitativo ad aree da riqualificare, liberando spazi per i cittadini e per la realizzazione di servizi pubblici. Torino ha subito il processo di urbanizzazione negli anni ‘50 e ’60 che ha consumato gran parte del suolo del territorio comunale, con un grande densità urbanistiche che non ha lasciato pressoché spazi aperti; si potrebbe oggi pensare ad una prospettiva di diradamento edilizio, che possa sostituire palazzine vecchie e prive di valore architettonico con aiuole e giardini e, spostare l’edificazione in periferia, ad esempio verso le fabbriche dismesse, su suolo già urbanizzato (senza, cioè, consumo di nuovo suolo). Al netto di ciò, occorre congelare gli indici sul consolidato cittadino e porre vincoli forti sul territorio di carattere naturalistico, bloccando il consumo di ulteriore suolo e riconoscendo come tali i pochi terreni ancora adibiti a suolo agricolo.
  • Partecipazione: Individuare, tramite processi di partecipazione popolare (questionari, assemblee pubbliche, ecc.), in collaborazione con gli enti decentrati, le aree sfornite di servizi e localizzare questi servizi nelle aree ancora da riqualificare, private o no.
  • Indici: Rivedere complessivamente al ribasso gli indici delle aree di trasformazione utilizzati finora, limitando a 0,6 l’Indice Territoriale Massimo. In pratica, LIMITARE LA CEMENTIFICAZIONE.
  • Efficienza Energetica: Dotare il Regolamento Edilizio di un Allegato energetico avanzato, che obblighi a forti azioni di risparmio energetico e di piccola produzione di energia da fonti rinnovabili, permettendo altresì lo scambio di energia, tendendo cioè verso la realizzazione delle Comunità Energetiche: spingiamo a riqualificare il vastissimo (pessimo, almeno da un punto di vista energetico) patrimonio edilizio cittadino degli anni ’50-’60. Vietare l’aumento della potenza degli impianti termici, favorendo, invece, meccanismi di consultazione con IREN finalizzati alla realizzazione di una fotografia termica degli stabili, per poi procedere, dove possibile, all’isolamento puntuale delle aree dove sono presenti perdite; si tratta di una strategia ben più vantaggiosa non solo ambientalmente, ma anche economicamente degli aumenti di potenza termica degli impianti.
  • Movida: A prescindere dalla valutazione “morale” riguardo allo stile di vita dei nostri giovani, è innegabile che fenomeni quali, a titolo di esempio, quelli che interessano l’area attorno a Largo Saluzzo nel quartiere di S. Salvario, con migliaia di persone in piedi nel cuore della notte (con tanto di schiamazzi, quando non cori da stadio, episodi di ubriachezza molesta, degrado, vomito, urinazione, ecc.), in spazi ristretti, centrali, storici, a forte vocazione residenziale, pongano un problema di compatibilità che l’amministrazione non può più ignorare. Il diritto al “divertimento” notturno, alla libera impresa economica ed al lavoro può essere garantito solo in subordine al diritto alla salute dei residenti (messa a grave repentaglio da tali fenomeni), alla tutela del decoro urbano, della viabilità e del patrimonio storico. Occorre premettere che la soluzione o l’attenuamento di queste problematiche passa attraverso la civiltà dei frequentatori, nonché la piena volontà politica da parte dell’amministrazione di combinare, con il massimo rigore, i controlli (ad esempio sul rispetto dei regolamenti edilizi e di polizia urbana) e le sanzioni; ma, la Città dovrebbe applicare tutti i poteri straordinari in suo possesso per limitare il più possibile tali fenomeni (ad esempio D.L. n°201 del 6/12/2011: “Decreto Monti”). Oltre a questo dovrebbe prevedere, nel futuro PRG, il blocco dell’utilizzo di determinate aree (aree centrali e storiche o, comunque inadatte ad ospitarlo) per l’intrattenimento di tipo notturno, individuando, eventualmente, al contempo, secondo il principio della riduzione del danno, delle aree periferiche, che necessitano riqualificazione, tali da non provocare disturbo ai residenti, facilmente sorvegliabili ed attrezzabili, dove favorire l’insediamento e l’aggregazione di tali attività di “intrattenimento”. Il tema viene ulteriormente approfondito nella pagina …IDEE PER LA CIRCOSCRIZIONE.

4. VIABILITA’ ED AMBIENTE

Si tratta di un’altra categoria di temi su cui l’attuale amministrazione ha faticato a dare delle risposte convincenti e su cui occorrerà lavorare molto nella nuova tornata amministrativa, magari con una maggiore dose di coraggio. Ne sono prova i provvedimenti messi in campo dall’amministrazione Pisapia a Milano, ben più radicali di quelli proposti dalla nostra giunta, nel contrasto all’emergenza smog di questo pseudo-inverno; e, del resto, le recenti vicende climatiche dovrebbero averci convinti definitivamente del fatto che quella del clima e dell’inquinamento è una delle maggiori emergenze di questo secolo. Certamente, da questo punto di vista, Torino non si è dimostrata particolarmente “Smart City”. Pertanto, oltre alle già citate nuove politiche energetiche enunciate nel punto precedente, considero una priorità la riduzione del numero di veicoli privati motorizzati circolanti. In particolare, propongo:

a) Manutenzione del suolo Pubblico: Occorre mettere molte più risorse sulla messa in sicurezza del suolo pubblico (buche, avvallamenti, segnaletica, ecc.), perché ne va la sicurezza dei cittadini.

b) Metropolitana: Confermare l’impegno a completare le due linee di metropolitana nel più breve tempo possibile.

c) Veicoli Circolanti: L’Italia è il secondo paese dell’UE per numero veicoli per abitanti (circa 600 per 1000 abitanti, ossia 0,6 veicoli per abitante, dati 2009) e la media di Torino (0,63 auto\abitanti) è più elevata di quella nazionale. Già oggi, sono previste limitazioni in determinate fasce orarie alla circolazione dei veicoli più inquinanti, fino a veicoli diesel Euro2. Occorrerebbe estendere le limitazioni, comprendendo anche i veicoli Euro3 e\o estendendo la fascia oraria di divieto.

d) Opere per la Ciclabilità: Si tratta di un altro comparto in cui non si è fatto abbastanza ed occorre fare di più. Si propone, pertanto, di fare sì che, per quanto riguarda la mobilità, immediatamente dopo la manutenzione e le opere di messa in sicurezza, le risorse disponibili vengano prioritariamente impiegate per le opere destinate alla ciclabilità, in particolare:

  • Aumento dell’estensione delle piste ciclabili (i 176 Km di oggi sono i gran lunga insufficiente), completamento delle linee esistenti (ad esempio quella che corre sulla sponda destra del Po’) ed interconnessione fra di loro.
  • Messa in sicurezza degli incroci più pericolosi per la viabilità ciclabile.
  • Installazione di una rastrelliera portabici per ogni isolato.
  • Estendere la possibilità di condurre velocipedi in Metropolitana.
  • Dare un forte impulso allo sviluppo del progetto VENTO, la grande Ciclovia che dovrà congiungere Torino con Venezia (vedasi il relativo o. d. g. nella pagina “CHE COSA HO FATTO?”).
  • Introdurre itinerari consigliati non ciclabili segnalati, che indichino la strada più sicura da percorrere per i ciclisti.
  • Estensione della copertura de servizio ToBike.

e) Adozione Cani: Avendo un’anima fortemente ANIMALISTA, ritengo essenziale tentare di svuotare i canili ed i rifugi strapieni e dare una speranza agli animali che ivi sono stipati. Recentemente ho avanzato una proposta (vedasi il relativo o. d. g. nella pagina “CHE COSA HO FATTO?”, in merito, la cui peculiarità è di essere un’iniziativa che potrebbe migliorare la vita di tante creature abbandonate, sofferenti ed in gabbia, ma sostenibile economicamente, cosa che, altrimenti, difficilmente potrebbe consentirle di essere presa in considerazione. Il Comune di Fiumicino, Città Metropolitana di Roma, ha approvato all’unanimità un regolamento che incentiva le adozioni di cani anziani e malati, premiando la famiglia adottiva con un budget pari a due terzi dell’importo necessario a mantenere mensilmente il cane in struttura e con una riduzione sulla TARI; il che ha permesso il dimezzamento delle presenze nel canile municipale di Fiumicino. [Fonte: Repubblica Roma, 18 dicembre 2015]. Incentivi simili, proposti a Torino, permetterebbero di risparmiare un terzo dell’importo necessario al mantenimento di un cane in struttura e favorirebbero la diminuzione delle presenze nelle stesse. In tal modo, si produrrebbe un risparmio netto per l’amministrazione.

Ci tengo a sottolineare che il regime delle adozioni degli animali nei canili è già oggi molto severo, con diverse forme di controllo e questo dovrebbe scoraggiare chi volesse approfittare dell’agevolazione per poi maltrattare l’animale.

f) Trasporto pubblico: Ipotizzare l’efficientamento della Rete di Trasporto pubblico, razionalizzandola in modo tale da ridurre il numero di fermate, di alcune linee, così da aumentare la velocità media dei veicoli, in modo non quantitativo, ma qualitativo, in accordo con le Circoscrizioni. Valutare il progetto “Rete Forte”, elaborato con la consulenza del Politecnico. Privilegiare, dove possibile, l’utilizzo di tram piuttosto che di autobus.

g) Nuova Logistica delle Merci: L’area centrale della nostra Città è notoriamente congestionata dal traffico, nonostante l’introduzione della ZTL, e presenta dei gravi problemi di inquinamento. Una quota importante di questi problemi è generata dal traffico veicolare dei numerosi mezzi delle differenti compagnie di trasporto che ogni giorno smistano posta e merci nelle strette vie del centro. Si propone di istituire un divieto di ingresso a tutti i mezzi dei corrieri nella zona centrale, usando come terminal gli interscambi merci di Pescarito e Sito, oggi non utilizzati a piena capacità e, parallelamente, la creazione di un servizio gestito da un privato, oppure da un consorzio cui tutti i nuovi esercizi commerciali sono tenuti ad aderire, in convenzione con la Città, che si occupi, tramite veicoli non inquinanti, ad esempio elettrici, della consegna delle merci porta a porta. Questo servizio non risulterebbe un costo per la Città in quanto sarebbero le stesse aziende di trasporto a caricarsi dei costi, ricavandoli dai risparmi sull’ultimo tratto di trasporto. Si potrebbe, invece, rivalutare, per quanto riguarda l’accessibilità alla ZTL, la necessità degli artigiani che hanno urgenza di raggiungere i luoghi di lavoro in orari attualmente interdetti.

h) Misure Emergenziali sull’Inquinamento: La grave emergenza legata allo smog di questo inverno ha visto altre città, come Milano, reagire in modo ben più incisivo. In particolare, qualora si ripresentasse la problematica, si propone:

  • Blocco totale del traffico quando il livello di inquinanti supera la soglia di legge.
  • Corrispondente gratuità o forte riduzione di tariffa per l’utilizzo dei mezzi pubblici, del ToBike e dell’SFM.
  • Abbassamento della temperatura massima degli impianti di riscaldamento (oggi a 20 °C con 2 °C di tolleranza) a 19 °C con 2 °C di tolleranza e/o riduzione del periodo giornaliero oggi concesso per l’accensione (14 ore).

Sarebbe opportuno valutare la possibilità di rendere strutturali alcune di queste misure.

i) Rifiuti e Raccolta Differenziata: Altro elemento su cui occorre un netto cambio di passo. Il Termovalorizzatore è una triste necessità (rimanendo, però, una soluzione meno inquinante, se ben gestito, del conferimento in discarica) e su questo il sottoscritto ha fatto approvare un documento nel 2012 (vedasi l’o. d. g. nella pagina “CHE COSA HO FATTO”) che, di fatto, è stato recepito dall’Assessorato all’Ambiente. Ma il 42,2% (dato 2014 addirittura inferiore di un punto percentuale a quello del 2011) della Raccolta Differenziata è una soglia assolutamente inaccettabile. Deve essere imperativo l’incremento dello stessa, principalmente estendendo la raccolta “Porta a Porta”; infatti, i dati riportati su InformAmbiente del Comune di Torino asseriscono che il livello di raccolta differenziata si assesta su percentuali comprese tra il 44,9% ed il 65,9%, con una media pari al 60,3%, nei quartieri dove essa è già presente, mentre precipita ad una media del 31,3% nei quartieri che ne sono privi.

5. COMMERCIO

Oltre ai già citati provvedimenti in merito alla “movida” che dovrebbero portare alla trasformazione del tessuto commerciale di certe zone da “notturno” a diurno od al massimo serale, sarebbe opportuno implementare le seguenti linee d’azione.

a) Limitazione dei Megastore: La crisi occupazionale non si risolve costruendo nuovi supermarket: dietro una nuova assunzione in un centro commerciale, c’è una serranda che chiude o un banco che non esce dalla rimessa. Quindi LIMITARE SUPERMARKET E CENTRI COMMERCIALI.

b) Mercati: Con più di 40 mercati aperti tutti i giorni, Torino costituisce un unicum in Italia. Eppure di questi almeno la metà sono sempre più in sofferenza rispetto alla crisi economica ed alla diffusione, esagerata, della grande distribuzione. La maggior parte sono tra quelli che il Piano dei Mercati (2005) definiva rionali o di copertura del servizio. È un lento declino, cui la Città assiste attendendo la morte naturale di questi importanti presidi e servizi di quartiere. Con la recente “REVISIONE DEL PIANO DEI MERCATI DELLA CITTA’ DI TORINO” è già stato fatto qualcosa, ma certo si può fare di più:

  • Accorpare a due a due, secondo criteri merceologici, dimensionali e geografici, questi mercati in crisi e lasciarli aperti metà settimana su una sede e metà settimana sull’altra. Si dimezzano le spese di pulizia e vigili urbani, si mantiene inalterato il presidio, si arricchisce il servizio, si ricostituiscono le dimensioni competitive del mercato.
  • Incoraggiare (e forzare!) le aperture pomeridiane di alcuni mercati, per incontrare le necessità di orario dei cittadini lavoratori.
  • Introdurre livelli di differenziazione tra mercati rispetto a Cosap e TARI: trattare alla stessa maniera situazioni differenti è ingiusto.

6. INNOVAZIONE POLITICA

Oggi persiste una grave crisi di sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni che mina da vicino il tessuto stesso della Democrazia e ci espone nei confronti di quelle forze politiche aventi una caratterizzazione maggiormente radicale, come il Movimento 5 Stelle. Contemporaneamente, è sotto gli occhi di tutti come la “Rottamazione” Renziana sia in qualche modo rimasta incompiuta, soprattutto sui territori (come la metodologia di costruzione delle candidature a presidente e delle varie liste ha dimostrato), pertanto, è opportuno fornire una risposta di rinnovamento non solo nei programmi e nella proposta politica, ma anche sotto il profilo della selezione della classe dirigente. La riproposizione di Piero Fassino, come candidato sindaco, rischia di essere letta come una scelta eccessivamente conservativa, se non viene accompagnata da una coraggiosa azione di rinnovamento, nella formazione delle giunte, sia quella centrale che quelle decentrate

a) L’esclusione da ogni nomina, sia livello centrale, sia decentrato, di qualsiasi soggetto che abbia avuto o abbia tuttora delle pendenze di qualsiasi tipo con la Giustizia (rinvio a giudizio, condanna di qualsiasi grado, patteggiamento, ecc).

b) L’applicazione rigorosa delle norme statutarie che proibiscono la candidatura per più di tre mandati, interpretandola considerando alla stessa stregua il ruolo di consigliere, coordinatore ed assessore.